«Torno con piacere, non solo per la bellezza del luogo, ma per ciò che rappresenta culturalmente»
di Paolo Ceragioli | 21 luglio 206
Un concerto diretto dal maestro Riccardo Muti è sempre un avvenimento e anche quello di ieri sera, in piazza Napoleone, trasformata in un bellissimo teatro sotto le stelle, non ha fatto eccezione. Anche se è il secondo anno consecutivo che Muti porta la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini al Summer Festival, nemmeno fosse una rockstar (in realtà lo è a tutti gli effetti), non mancano mai i motivi per rivederlo in azione e riascoltare non solo le musiche proposte ma anche le sue parole mai casuali, mai fuori posto, sempre forti e incisive e riguardanti la musica, la cultura e come vengono viste “nei piani alti”.
In questo mini tour 2026 (Pompei, Lucca e Ostuni) il maestro ha deciso di scegliere un programma tutto italiano, omaggiando Lucca in particolare, con l’Intermezzo da “Manon Lescaut” di Puccini e “Contemplazione” di Catalani. E poi le Ouverture da “Nabucco” e “La forza del destino di Verdi e da “Guglielmo Tell” di Rossini; gli intermezzi da “Cavalleria rusticana” di Mascagni e “Pagliacci” di Leoncavallo e, infine, la suite dalla colonna sonora de “Il gattopardo” di Nino Rota. Tutto suonato con passione e bravura dai giovani orchestrali sotto la guida sicura del maestro.
Ma la novità di quest’anno è che, insieme ai 130 musicisti dell’Orchestra “Cherubini”, sul palco si alternano studenti di musica selezionati da conservatori e istituzioni musicali che hanno risposto all’appello dello stesso Muti per coinvolgere giovani dai 14 anni in poi, ancora non diplomati, in una esperienza formativa “sul campo”. […]
In una recentissima intervista al Tg Rai, Muti ha dichiarato di essere molto felice di tornare in città: «Lucca – ha dichiarato – è una città di musica e di musicisti. Ci siamo già stati e ci torniamo con estremo piacere, non solo per la bellezza del luogo, ma anche per ciò che rappresenta culturalmente». Un pensiero ribadito anche ieri sera. E il fatto che il maestro abbia fatto nuovamente parte del Lucca Summer Festival testimonia la sua voglia di uscire dagli schemi e dai circuiti tradizionali della classica per confrontarsi con realtà musicali di altro genere e per favorirne così a diffusione, in particolare tra i più giovani.
Paolo Ceragioli, La nazione – Lucca, 21 luglio 2026
Foto di Paolo Pacini

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