«Fate in modo che nessuno di loro vada perduto». È uno dei passaggi più intensi della serata di oggi, 4 marzo, che il Maestro Riccardo Muti ha trascorso al Teatro Coccia, dove ha diretto l’orchestra degli studenti, 70 in tutto, del conservatorio Guido Cantelli di Novara in una lezione-concerto dedicata alla sinfonia L’Incompiuta di Schubert. Un invito rivolto al pubblico e, in particolare, ai rappresentanti delle istituzioni presenti: non disperdere il talento dei giovani musicisti.
Un momento musicale di altissimo livello che è stato anche l’inaugurazione ufficiale dell’anno accademico del conservatorio, nel trentesimo anniversario della sua autonomia dall’istituto di Alessandria. Ma la serata si è trasformata presto in qualcosa di più di un evento celebrativo: una vera e propria lezione di musica, cultura e responsabilità civile.
Per quasi due ore Muti si è mosso con naturalezza tra il podio e il proscenio, alternando spiegazioni tecniche, riflessioni sul mestiere del musicista e improvvise battute che hanno strappato continui sorrisi alla platea. Professionalità, competenza, garbo – e insieme un’ironia affilata e contagiosa, accompagnata da quell’inconfondibile accento napoletano – hanno reso il Maestro un autentico mattatore della serata: 84 anni compiuti, un’energia lucida, una presenza scenica capace di catturare l’attenzione con l’autorevolezza del grande interprete e la leggerezza di chi sa parlare ai giovani.
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