{"id":17068,"date":"2024-12-10T10:07:00","date_gmt":"2024-12-10T09:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.riccardomuti.com\/?p=17068"},"modified":"2024-12-10T10:07:00","modified_gmt":"2024-12-10T09:07:00","slug":"lintervista-a-riccardo-muti-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.riccardomuti.com\/en\/2024\/12\/10\/lintervista-a-riccardo-muti-2\/","title":{"rendered":"L&#8217;intervista di Aldo Cazzullo a Riccardo Muti"},"content":{"rendered":"<p>\u00abNon ne posso pi\u00f9 dell&#8217;acuto di <em>Vincer\u00f2<\/em>. Nel Vaticano di Bergoglio si fa poca musica.\u00bb<\/p>\n<p>&#8211; Aldo Cazzullo | 1 dicembre 2024<\/p>\n<p>INTERVISTA A RICCARDO MUTI<br \/>\n\u00abL&#8217;Italia ha reciso le sue radici Non sopporto pi\u00f9 l&#8217;acuto di <em>Vincer\u00f2<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Non ne posso pi\u00f9\u00a0 dell&#8217;acuto di <em>Vincer\u00f2<\/em>. La musica italiana merita pi\u00f9 rispetto. Abbiamo reciso le nostre radici, non sappiamo pi\u00f9 chi siamo. E anche nel Vaticano di papa Francesco si fa poca musica\u00bb. Riccardo Muti racconta la sua vita: Pavarotti &#8211; \u00abcos\u00ec ci riconciliammo dopo la lite\u00bb -, Callas, Tebaldi, La Scala, il ritorno a Vienna per il concerto di Capodanno. \u00abSbagliato modificare i libretti, la cultura woke \u00e8 la dittatura del pensiero. Sbagliato gesticolare sul palco: non senti la musica, vedi il direttore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Maestro Muti, nel suo ultimo libro, Recondita armonia, lei scrive: \u00abLa musica non \u00e8 una cosa che abbiamo inventato noi\u00bb<\/strong><br \/>\n\u00abCerto. Fanno musica gli uccelli che cantano, il tuono che rimbomba, il mare che si muove, le foglie che vibrano. Poi io ho una fantasticheria, di cui gli scienziati rideranno&#8230;\u00bb<\/p>\n<p><strong>Quale?<\/strong><br \/>\n\u00abL&#8217;universo non \u00e8 muto. L&#8217;universo canta. I pianeti, gli astri, hanno un suono. Una musica celeste. Questi suoni li ho sempre pensati come raggi, che attraversano i cieli e i corpi viventi. Chi \u00e8 pi\u00f9 colpito da questi raggi sonori ha la natura musicale pi\u00f9 intensa. Alcuni sono sordi. Altri, come Mozart, ne sono trafitti. Forse si spiegano cos\u00ec le loro morti precoci\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec come?<\/strong><br \/>\n\u00abMozart muore a 35 anni. Schubert a 31. Pergolesi a 26. Persone consumate dalla virulenza della loro sensibilit\u00e0. Ma che hanno fatto in tempo a lasciarci capolavori assoluti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 il pi\u00f9 grande di ogni tempo?<\/strong><br \/>\n\u00abQuando lo chiesero a Rossin\u00ec, rispose: Beethoven. &#8220;E Mozart?&#8221;, gli dissero. E lui: &#8220;Mozart \u00e8 fuori categoria&#8221;. Mozart \u00e8 un artista indispensabile. Senza non si pu\u00f2 vivere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<\/strong><br \/>\n\u00abNel campo sinfonico \u00e8 chiara la sua immensit\u00e0. E se ci spostiamo sul palcoscenico, in teatro, Mozart ci dice quello che noi siamo: le nostre qualit\u00e0, i nostri difetti, le nostre gelosie, le nostre violenze, le nostre passioni. La sua grandezza \u00e8 anche nel fatto che non punta mai il dito. Beethoven era un moralista. Pensi alla Quinta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ta-ta-ta-tan!<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 il destino che bussa alla porta, anche se nelle enfatiche interpretazioni che si usano adesso diventa il bussare alla porta dell&#8217;inferno. Beethoven dedica la Terza, l&#8217;<em>Eroica<\/em>, a Napoleone; poi si accorge che Napoleone non veniva a portare la libert\u00e0, e ne cancella il nome\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E Mozart?<\/strong><br \/>\n\u00abMozart \u00e8 al di sopra o al di fuori di tutto questo. Si preoccupa meno della visione politica europea; guarda al fatto umano. Per questo \u00e8 necessario: perch\u00e9 nelle sue opere troviamo noi stessi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Altri artisti necessari?<\/strong><br \/>\n\u00abBach non puoi eliminarlo. Ma noi italiani, che dimentichiamo cos\u00ec facilmente la grandezza della nostra storia, siamo riusciti a dimenticarci di Alessandro Scarlatti: un padre della musica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E Verdi?<\/strong><br \/>\n\u00abNon posso fare a meno di Verdi. Ha ragione d&#8217;Annunzio: &#8220;Diede una voce alle speranze e ai lutti, pianse e am\u00f2 per tutti&#8221;. Eppure Verdi a scuola non si studia, non si ascolta. Siamo convinti che educare alla musica i nostri ragazzi consista nell&#8217;obbligarli a suonare il piffero, traendone orrendi suoni striduli. E un genio come Da Ponte non \u00e8 neppure nominato nei libri dei liceali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il librettista di Mozart.<\/strong><br \/>\n\u00ab<em>Le Nozze di figaro<\/em>, <em>Don Giovanni<\/em>, <em>Cos\u00ec fan tutte<\/em>. &#8220;Soave sia il vento, tranquilla sia l&#8217;onda, e ogni elemento benigno risponda ai nostri desir&#8230;&#8221;. Versi che possono vivere meravigliosamente al di fuori del tessuto musicale; poi Mozart ci mette sotto una musica divina. E da una storia surreale, comica, si alza ad altezze universali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 stato il pi\u00f9 grande direttore d&#8217;orchestra?<\/strong><br \/>\n\u00abHo una foto di Toscanini degli anni 3o. Ha appena diretto a Berlino l&#8217;orchestra della Scala: <em>Lucia di Lammermoor<\/em>. Con lui ci sono alcuni tra i pi\u00f9 grandi direttori di tutti i tempi: Wilhelm Furtwdngler, Bruno Walter, Otto Klemperer, Erich Kleiber, il padre del mio amico Carlos. Nella foto, Toscanini sorride beffardo; gli altri sono accigliati. Carlos Kleiber mi ha spiegato il motivo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual era il motivo?<\/strong><br \/>\n\u00abToscanini aveva avuto un trionfo. E i colleghi avevano mal di stomaco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Di lei dicevano che fosse rivale di Abbado.<\/strong><br \/>\n\u00abUna stupidaggine messa in giro da falsi intenditori. Eravamo di generazioni diverse, abbiamo fatto un percorso diverso. E ci siamo sempre stimati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chi sono i falsi intenditori?<\/strong><br \/>\n\u00abL&#8217;intenditore non esiste. Consiglio a tutti di porsi in maniera virginale di fronte alla musica, e stare lontani dal competente. Chi non sa pu\u00f2 ricevere sensazioni molto pi\u00f9 vere e commoventi di chi crede di sapere tutto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E abbiamo sistemato i critici. Quali sono invece le voci pi\u00f9 grandi?<\/strong><br \/>\n\u00abHo avuto la fortuna di incontrare cantanti strepitosi. Richard Tucker, che incise l&#8217;<em>Aida<\/em> con Toscanini. Cesare Siepi. Sesto Bruscantini. Krista Ludwig, grandissima mezzosoprano. Aureliano Pertile, il tenore di Toscanini, che indico ai giovani cantanti e ai giovani direttori d&#8217;orchestra come maestro del fraseggiare. Perch\u00e9 la frase musicale ha leggi fisiche interne da cui non si pu\u00f2 prescindere. Dicono: &#8220;Io la sento cos\u00ec&#8221;. Un corno!\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 il pi\u00f9 grande tra i tre tenori?<\/strong><br \/>\n\u00abIl pi\u00f9 musicista \u00e8 Domingo. Ma la voce pi\u00f9 bella \u00e8 quella di Pavarotti: una delle voci pi\u00f9 straordinarie create dal Padreterno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Litigaste.<\/strong><br \/>\n\u00abE ci ritrovammo. Organizzai un concerto per sostenere una comunit\u00e0 di tossicodipendenti. Pavarotti venne apposta dall&#8217;America. Non volle una lira, si pag\u00f2 lui il biglietto aereo. Mi misi al pianoforte, cant\u00f2 per un&#8217;ora. Il programma, preparato da lui, partiva dall&#8217;<em>Orfeo ed Euridice<\/em> di Gluck e arrivava alle canzoni napoletane attraverso Verdi e Puccini. Quando lessi il primo brano &#8211; &#8220;Che far\u00f2 senza Euridice?&#8221; &#8211; rimasi sgomento: si confaceva a un tenore castrato settecentesco, o a un mezzosoprano, pi\u00f9 che a una voce eroica come quella di Pavarotti. Per\u00f2 mi adattai alle sue scelte; e fu un grande successo. Il concerto, nel Palasport di Forl\u00ec gremito, fu ripreso per met\u00e0 dalla Rai e per met\u00e0 da Mediaset. Un miracolo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Callas o Tebaldi?<\/strong><br \/>\n\u00abNon ho mai lavorato con loro. Con la Tebaldi ho avuto un rapporto di grande amicizia. Ero alla Scala, lei si era gi\u00e0 ritirata ma veniva spessissimo alle mie prove. Ricordo con commozione quando durante l&#8217;intervallo uscivo dalla buca e raggiungevo questa bellissima signora, seduta in fondo alla platea, da sola. Quando diressi la prima del don Giovanni, lei venne nel mio camerino e mi port\u00f2 una lettera autografa di Verdi, dicendomi: &#8220;Questa \u00e8 stata sul mio pianoforte per tanti e tanti anni, ora desidero che sia sua&#8230;&#8221;\u00bb (Muti si commuove).<\/p>\n<p><strong>E la Callas?<\/strong><br \/>\n\u00abNon l&#8217;ho mai incontrata. Ma nel 1973 stavo pensando di fare <em>Macbeth<\/em> al Maggio fiorentino, cercavo una Lady Macbeth, e avevo in testa e nelle orecchie la grandissima interpretazione della Callas alla Scala. Mi rivolsi a un comune amico, che lavorava alla Emi. Ero in America, direttore invitato all&#8217;orchestra di Philadelphia, quando squill\u00f2 il telefono nella stanza d&#8217;albergo. Era una voce di donna. Non disse il nome. Gioc\u00f2 per un paio di minuti: &#8220;Lei maestro mi conosce, anche se non ci siamo mai visti&#8230;&#8221;. Poi gett\u00f2 la maschera: &#8220;Sono Maria Callas&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E lei?<\/strong><br \/>\n\u00abEbbi quasi un colpo. Chiamava dalla Florida, dove era ospite del nostro amico comune. Aggiunse: &#8220;So che lei mi cercava per <em>Macbeth<\/em> a Firenze&#8230;&#8221;. Si ferm\u00f2 in una breve pausa, poi, come nella <em>Traviata<\/em> di Verdi, fece cadere parole che ancora mi risuonano nella testa: &#8220;E tardi!&#8221;. Lo disse cambiando tono nella voce. Sentii il dramma della grande artista al passo d&#8217;addio. Fu &#8216;unico contatto, incredibilmente commovente, che ebbi con lei. Nel timbro di quella voce c&#8217;erano lo scherzo leggero e la tragica espressione delle ultime parole. Pochi anni dopo mor\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Bocelli?<\/strong><br \/>\n\u00ab&#8221;Con te partir\u00f2&#8221; ha imperversato per un&#8217;estate sulla Riviera romagnola. Come tenore non lo conosco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel suo libro lei scrive che all&#8217;estero gli italiani non sono presi sul serio, che Verdi non \u00e8 eseguito con il rispetto riservato a Wagner.<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 una cosa molto grave, che ho combattuto per tutta la vita. Ma la colpa \u00e8 anche di noi italiani, che incoraggiamo questo modo circense di cantare, per cui un certo tipo di pubblico aspetta l&#8217;acuto. Tipo il <em>Vincer\u00f2<\/em>, di cui, me lo lasci dire, non se ne pu\u00f2 pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<\/strong><br \/>\n\u00abQuesta nota &#8211; vinceeeee&#8230; &#8211; che dura sempre pi\u00f9 a lungo&#8230; Dalla musica italiana ci si attende il languore infinito, lo strillo senza misura. Perch\u00e9 non accade con Wagner, con Mozart, con Schubert? Eppure c&#8217;\u00e8 una lettera in cui Mozart scrive al padre Leopoldo: &#8220;Un&#8217;esecuzione a Napoli vale pi\u00f9 di duecento in Germania. Ps: anche se pagano poco&#8221;. (Muti sorride). Ora siamo tornati al clich\u00e9 del pomodoro, della mozzarella, del mandolino, della mamma. In America le trattorie hanno sempre il nome della mamma: Mamma Maria, Mamma Rosa&#8230; Noi siamo il Paese di Dante, Leonardo, Michelangelo, e pure di Marconi e di Fermi. Ma tutto questo l&#8217;abbiamo abbandonato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A cosa si riferisce?<\/strong><br \/>\n\u00abNon voglio fare il <em>laudator temporis acti<\/em>. Quando mio nonno diceva &#8220;ai miei tempi&#8221;, mi incazzavo. Ma abbiamo perduto certi valori. Dal punto di vista artistico non siamo i degni continuatori di una tradizione che \u00e8 la pi\u00f9 grande al mondo. Non lo dico perch\u00e9 sono italiano; anche se ogni mattina mi alzo con un certo orgoglio di essere nato nel nostro Paese. La musica classica viene adoperata come sigla di pubblicit\u00e0. Seul ha ventidue orchestre sinfoniche, di cui quattro nate negli ultimi anni. Noi ne abbiamo due. In Asia hanno capito l&#8217;importanza dell&#8217;acquisizione della cultura occidentale, in cui l&#8217;Italia ha un posto molto importante. Per loro \u00e8 la premessa alla conquista dell&#8217;egemonia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Noi per\u00f2 abbiamo Beatrice Venezi.<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, lo so. Lo so\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parliamo in generale: lei non ama la gestualit\u00e0 eccessiva.<\/strong><br \/>\n\u00abDirigere non significa muovere le braccia. Il lavoro del direttore \u00e8 nella preparazione, nella concertazione. Ci sono cento musicisti e un coro: serve un leader che equilibri le parti, che spieghi cosa intende fare di una partitura. Quando s&#8217;inizia il concerto, il lavoro \u00e8 gi\u00e0 fatto. Toscanini dirigeva a cenni. Cerchi su Internet i filmati di Richard Strauss: guida l&#8217;orchestra con piccoli tratti della mano. Anche Karajan aveva una gestualit\u00e0 molto trattenuta. Arthur Nikisch scrisse al giovane Fritz Reiner: &#8220;Non badare alle braccia, con i tuoi musicisti usa gli occhi. Guardali negli occhi, e amali&#8221;. La gestualit\u00e0 eccessiva mette un muro tra l&#8217;orchestra e il pubblico. Non senti la musica; vedi il direttore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 deluso da questo governo?<\/strong><br \/>\n\u00abPerch\u00e9 dovrei esserlo? Al di l\u00e0 delle critiche che si possono fare, \u00e8 un governo che cerca di fare bene. Alla fine lo giudicheremo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 di centrodestra?<\/strong><br \/>\n\u00abIo sono una persona libera di pensiero. Non ho mai avuto protettori politici, sponsor, manager. La mia &#8220;carriera&#8221; \u00e8 stata determinata dalle orchestre. Prima ho diretto il Maggio musicale fiorentino, poi la Filarmonica di Londra, quindi la Sinfonica di Philadelphia. Sono direttore emerito a vita dell&#8217;orchestra di Chicago, una carica che prima non esisteva. Collaboro ininterrottamente da 54 anni con la Filarmonica di Vienna\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quest&#8217;anno dirige il concerto di Capodanno.<\/strong><br \/>\n\u00abPer la settima volta, ed \u00e8 un grande onore. Peccato che la Rai, a differenza di molti altri Paesi, non lo trasmetter\u00e0 in diretta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 il concerto alla Fenice di Venezia: \u00abLibiamo, libiamo nei lieti calici&#8230;\u00bb.<\/strong><br \/>\n\u00abAbbiamo confuso un canto disperato, un brindisi alla morte &#8211; perch\u00e9 la &#8220;traviata&#8221; sta per morire -, con una musichetta augurale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei non \u00e8 certo di sinistra.<\/strong><br \/>\n\u00abSe uno non \u00e8 di sinistra, dev&#8217;essere per forza di destra? Gentile era di destra, ed era un grande filosofo: forse non dobbiamo studiarlo? Certo, non sono mai andato a sbandierare il libretto rosso per la strada. Non mi piace essere classificato. Sono un indipendente. Quando ero direttore musicale della Scala, ricevetti da un politico una lettera di raccomandazione per un cantante\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa rispose?<\/strong><br \/>\n\u00abNon risposi. E di lettere non ne ho pi\u00f9 ricevute. Non so se oggi farei carriera; il mondo \u00e8 molto cambiato, uno come me faticherebbe a farsi strada. Siamo un Paese in cui la cultura \u00e8 sorella minore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La vedo molto preoccupato per l&#8217;Italia.<\/strong><br \/>\n\u00abNon sappiamo pi\u00f9 chi siamo. Abbiamo reciso le nostre radici\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Colpa della cultura <em>woke<\/em>? Della <em>cancel culture<\/em>?<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 una cosa cui sono assolutamente contrario. Non si deve cancellare nulla, al contrario, si devono far conoscere ai giovani tutti gli errori commessi nel passato. La storia non \u00e8 solo san Francesco d&#8217;Assisi; \u00e8 fatta anche da tiranni, dittatori, sanguinari. Non dobbiamo costruirci un immaginario passato paradisiaco; dobbiamo conoscere per poter correggere. Non si devono imbiancare i muri, perch\u00e9 i muri dalla storia sono imbrattati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Succede anche nella musica?<\/strong><br \/>\n\u00abIn certi teatri cambiano i libretti. Ma cos\u00ec diventa una dittatura del pensiero; che \u00e8 la forma dittatoriale pi\u00f9 pericolosa. Qualcuno ti dice: questo non si pu\u00f2 dire, questo non si pu\u00f2 fare. Nel <em>Ballo in maschera<\/em>, Verdi fa dire al giudice che la maga Ulrica ha un &#8220;immondo sangue dei negri&#8221;. Vari teatri, compresa la Scala, hanno cambiato la frase. Quando ho portato il <em>Ballo in maschera<\/em> in forma di concerto a Chicago, citt\u00e0 dove la presenza della gente di colore \u00e8 molto forte, allora governata da una sindaca democratica e nera, non ho cambiato una sola parola. Ho spiegato al cantante (che oltretutto era nero) che Verdi non era razzista; mette in bocca al giudice bianco questa frase orrenda, ma l&#8217;accusa di Verdi era rivolta non ai neri, bens\u00ec ai bianchi razzisti. E il cantante si era trovato d&#8217;accordo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Altri esempi?<\/strong><br \/>\n\u00abDue anni fa, in una prova a Chicago, ho usato la parola &#8220;orientale&#8221;. Dopo la prova mi \u00e8 stato fatto notare, gentilmente e privatamente, che la parola &#8220;orientale&#8221; era sbagliata, metteva a disagio, in America non si usa pi\u00f9. Si deve dire &#8220;asian&#8221;, asiatico. Allora ho chiesto: e io chi sono?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei chi \u00e8?<\/strong><br \/>\n\u00abMi hanno detto che ero &#8220;caucasian&#8221;, caucasico. In realt\u00e0, io sono pugliese. E se dico a un contadino pugliese che \u00e8 caucasico, mi insegue con il forcone, perch\u00e9 pensa sia un insulto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Com&#8217;\u00e8 finita?<\/strong><br \/>\n\u00abSono tornato dall&#8217;orchestra e ho detto: &#8220;Mi dispiace se qualcuno pensa che abbia usato una parola sbagliata. Per\u00f2 venendo io dall&#8217;Italia, un Paese colto, ho imparato a scuola ad amare la pittura orientale, la filosofia orientale, i profumi orientali. Il sole nasce a oriente. Per cui, mi dispiace, io continuer\u00f2 a usare la parola orientale&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Com&#8217;\u00e8 la Scala oggi?<\/strong><br \/>\n\u00abNon lo so. Ho lasciato la Scala nel 2005. Sono stati vent&#8217;anni meravigliosi. Non rinnego uno solo degli anni scaligeri. Ho riportato la trilogia popolare verdiana, <em>Traviata Rigoletto\u00a0Trovatore<\/em>, che mancava da pi\u00f9 di vent&#8217;anni, la <em>Traviata<\/em> da ventisei. Opere che in qualsiasi teatrino tedesco sono in repertorio, mancavano alla Scala da una generazione: fatto grave. Ricordo le prove della <em>Traviata<\/em> nella Scala semivuota. Quando le prime note del preludio si sono librate nell&#8217;aria, ho visto la commozione di molti professori d&#8217;orchestra che avevano eseguito quelle stesse note ventisei anni prima&#8230; E poi la trilogia dapontiana di Mozart, il ciclo delle nove sinfonie di Beethoven, il <em>Parsifal<\/em> e il <em>Ring<\/em> di Wagner&#8230; Anni meravigliosi. Si \u00e8 compiuto un ciclo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Torner\u00e0?<\/strong><br \/>\n\u00abSono tornato, torner\u00f2 in primavera, con l&#8217;orchestra di Vienna, a dirigere la settima sinfonia di Bruckner. Le ho detto che sono un uomo fortunato: ho lavorato con le pi\u00f9 grandi orchestre del mondo, Vienna, Chicago, Berlino, che l&#8217;anno prossimo a giugno porter\u00f2 al Petruzzelli di Bari. E poi la Bayerischer Rundfunk, l&#8217;orchestra nazionale di Francia, le orchestre dei teatri di Torino e di Palermo. Tengo moltissimo ai giovani dell&#8217;orchestra Cherubini: in questi vent&#8217;anni ne ho visti passare pi\u00f9 di mille, molti siedono in orchestre italiane e straniere, per me \u00e8 motivo di grande orgoglio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tre anni fa, quando la intervistai per il suo ottantesimo compleanno, lei disse che era stanco di vivere e sperava di morire presto. Non \u00e8 stato accontentato.<\/strong><br \/>\n\u00abNon si ha idea di quante lettere preoccupate ho ricevuto: pensavano che mi volessi suicidare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 sempre convinto di non volere applausi al suo funerale?<\/strong><br \/>\n\u00abConfermo: ci sar\u00e0 il divieto degli applausi. Non critico chi applaude; ma non sono d&#8217;accordo. A Molfetta ho conosciuto Giustina, l&#8217;ultima prefica. Le persone abbienti si permettevano la banda, e io mi univo al corteo funebre per ascoltarla. Ma la bara usciva dalla chiesa in un silenzio terrificante. La morte era presente. La prima a essere applaudita da morta fu Anna Magnani: ma fu giusto, lei era l&#8217;Italia. Adesso applaudono pure i mafiosi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la persona pi\u00f9 intelligente che abbia mai conosciuto?<\/strong><br \/>\n\u00abIsaiah Berlin era un filosofo di grande profondit\u00e0, che non diceva mai una parola fuori proposito. Ho provato grande ammirazione anche per papa Benedetto XVI\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E papa Francesco?<\/strong><br \/>\n\u00abCon lui di musica in Vaticano credo se ne faccia poca, non come ai tempi di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, che era un musicista. Quando Montini da cardinale di Milano divenne Papa, una delegazione del conservatorio and\u00f2 da lui a Roma, a cantare il <em>Magnificat<\/em>. Ora Milano non \u00e8 pi\u00f9 sede cardinalizia, non capisco perch\u00e9. Nell&#8217;aula Nervi si tenevano concerti importanti, lorgano della Sistina reca i nomi dei grandi organisti che l&#8217;hanno suonato&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha mai incontrato il Papa? <\/strong><br \/>\n\u00abUna volta, con Napolitano. Gli dissi: &#8220;Santit\u00e0, non dimentichi quanto la Chiesa ha fatto nei secoli per la musica&#8221;. Non ebbi risposta. Quando senti i fedeli cantare nelle chiese austriache, sembrano un coro professionale. Il che dimostra una cultura musicale diversa dalla nostra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come immagina l&#8217;aldil\u00e0?<\/strong><br \/>\n\u00abNon come un posto dove ci incontriamo e ci baciamo. Siamo fatti di energia. Possiamo chiamare questa energia anima, o spirito: qualcosa che d\u00e0 vita alla vita. Quando moriamo, questa energia si libera nell&#8217;universo. Quando mor\u00ec mia madre, l&#8217;ho sentita, quasi vista, esalare l&#8217;ultimo respiro; dopo di che il corpo, da morbido che era, divenne rigido. La comunione dei santi, come dice la Chiesa, \u00e8 l&#8217;unione di queste energie, che non si esauriscono, ma continuano a fondersi e a confondersi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E la resurrezione della carne?<\/strong><br \/>\n\u00abOggi ci si fa cremare. Ricomporre un corpo dalla cenere la vedo dura\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Aldo Cazzullo, <em>Corriere della Sera<\/em>, 1 dicembre 2024<\/p>\n<hr \/>\n<div class=\"vaiallostore\">\n<a href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/\"> Visita lo Store <\/a><\/div><style>#toTop{display:none;}.to-top-container{display:none;visibility:hidden}<br \/><\/style>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/prodotto\/recondita-armonia-educare-alla-musica-per-educare-alla-vita\/\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-17076 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/\/Cover-1-1024x716.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/Cover-1-200x140.jpg 200w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/Cover-1-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/Cover-1-400x280.jpg 400w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/Cover-1-600x419.jpg 600w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/Cover-1-768x537.jpg 768w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/Cover-1-800x559.jpg 800w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/Cover-1-1024x716.jpg 1024w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/Cover-1-1200x839.jpg 1200w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/Cover-1-1536x1073.jpg 1536w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/Cover-1.jpg 2560w\" sizes=\"(max-width: 572px) 100vw, 572px\" \/><\/a><strong><span style=\"text-decoration: underline; color: #b5111b;\"><a style=\"color: #b5111b; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/prodotto\/recondita-armonia-educare-alla-musica-per-educare-alla-vita\/\">Recondita Armonia<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"text-decoration: underline; color: #b5111b;\"><a style=\"color: #b5111b; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/prodotto\/recondita-armonia-educare-alla-musica-per-educare-alla-vita\/\">Educare alla musica per educare alla vita<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #b5111b;\"><a style=\"color: #b5111b; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/prodotto\/recondita-armonia-educare-alla-musica-per-educare-alla-vita\/\">Il nuovo libro di Riccardo Muti<\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline; color: #b5111b;\"><a style=\"color: #b5111b; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/prodotto\/recondita-armonia-educare-alla-musica-per-educare-alla-vita\/\">con Armando Torno<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #b5111b;\"><a style=\"color: #b5111b; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/prodotto\/recondita-armonia-educare-alla-musica-per-educare-alla-vita\/\">SCOPRILO QUI<\/a><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #b5111b;\"><a style=\"color: #b5111b;\" href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/newsletter\/\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Iscriviti gratuitamente<\/span><\/a><\/span>\u00a0alla newsletter<br \/>\ne scopri tutte le informazioni sulle novit\u00e0 in anteprima,<br \/>\ni contenuti esclusivi e live streaming.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abNon ne posso pi\u00f9 dell&#8217;acuto di Vincer\u00f2. 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