{"id":17018,"date":"2024-07-26T11:10:05","date_gmt":"2024-07-26T09:10:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.riccardomuti.com\/2024\/07\/26\/lintervista-a-riccardo-muti\/"},"modified":"2024-07-27T10:38:06","modified_gmt":"2024-07-27T08:38:06","slug":"lintervista-a-riccardo-muti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.riccardomuti.com\/en\/2024\/07\/26\/lintervista-a-riccardo-muti\/","title":{"rendered":"Interview with Riccardo Muti"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLA REINCARNAZIONE MI TERRORIZZA NON VORREI CHE LA MIA ENERGIA FINISSE IN UN TOPO O PEGGIO&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>&#8211; Antonio Polito | July 19, 2024<\/p>\n<p>\u00abAvevamo una dimestichezza con la morte fin da piccoli, quando ogni sera, per farci addormentare, le mamme o le nonne ci dicevano di sbrigarci, ch\u00e9 alle otto Lei sarebbe passata a prendersi tutti i bambini ancora svegli. Mia madre, che era napoletanissima, ogni volta che avvertiva un brivido di freddo esclamava: <em>m`\u00e8 passata a morte ncopp o&#8217;\u00a0 cuollo<\/em>. Alla fine del Carnevale, alla mezzanotte, al suono della campana che annunciava l&#8217;inizio della Quaresima, dalla Chiesa di Santo Stefano a Molfetta usciva un gruppo di uomini incappucciati, membri della Congrega della Morte, che portavano in processione per il paese un crocefisso di legno con il volto di Ges\u00f9 dipinto all&#8217;incrocio dei due bracci. Le prime musiche che ho ascoltato sono state la <em>Marcia Funebre<\/em> dell&#8217;<em>Eroica<\/em> di Beethoven e lo <em>Stabat Mater<\/em> di Rossini, suonate dalla banda di Molfetta durante le processioni del Venerd\u00ec Santo, o per i funerali di qualche parente abbastanza benestante per potersela pagare. Oggi alle cerimonie funebri si applaude il defunto, si infastidisce la morte con il frastuono della nostra societ\u00e0, invece di rispettarla con il silenzio. Ho detto ai miei figli: se qualcuno si azzarder\u00e0 ad applaudire ai miei funerali, sappia che il mio spirito andr\u00e0 ogni notte a fargli visita nel sonno\u00bb.<\/p>\n<blockquote><p>Today at funerals they applaude the deaceased. They annoy death with the racket of our society instead of respecting her with silence. As I told my children, if anyone dears to applaude at my funeral, those people shall know that my spirit will visit them every night while they are asleep.<\/p><\/blockquote>\n<p>Riccardo Muti \u00e8 un fiume in piena. Ho tentato, per pudore e forse anche per rispetto a quel minimo di distacco scaramantico con cui noi napoletani approcciamo di solito il tema, di prenderla alla larga, cominciando dalla teoria. Gli dico di aver letto che la musica \u00e8 \u00abl&#8217;arte della morte\u00bb perch\u00e9, a differenza di ogni altra fauna di espressione, dipende dal tempo, e come la vita ha una sua durata, nasce dal silenzio e muore nel silenzio. Lui ascolta, annuisce; ma il suo rapporto con l&#8217;oggetto della nostra conversazione, da napoletano-molfettese, \u00e8 cos\u00ec intenso e personale che prevale subito sulle mie elucubrazioni: parla con disincanto della morte, come un uomo di un tempo in cui non era ancora diventata un tab\u00f9, parola impronunciabile, evento da nascondere dietro un paravento, abisso di solitudine strappato alla condivisione della comunit\u00e0.<br \/>\n\u00abQuando avevo undici, dodici anni, andavo dietro alla banda nelle processioni. Nella <em>Marcia Funebre<\/em> dell&#8217;<em>Eroica<\/em> &#8211; e qui comincia a canticchiarla, ndr &#8211; quel rullo di tamburi e quel suono di strumenti gravi sembrava proprio accompagnare e aiutare l&#8217;incedere della cassa mortuaria. Sono stati certamente dei funerali a ispirare Beethoven. Allo stesso modo io devo all&#8217;idea di morte una parte importante della mia educazione. Al Meridione la morte viveva, era intorno a noi, sempre con noi. Nella chiesa di Molfetta dove ha sede l&#8217;Arciconfraternita della Morte dal Sacco Nero, fondata nel XVII secolo da trentotto galantuomini che intendevano dare sepoltura cristiana ai poveri che non potevano permettersela, i monaci fecero apporre nel 1640 una scritta sulla parete. Dice: &#8220;HOC FRATRUM COETUS MORTI POSUERE SACELLUM, UT LIBITINA SUAS TOLLAT AMICA FACES&#8221;. E cio\u00e8: il ceto dei frati pose questo sacello in onore della morte, affinch\u00e9 Libitina possa sollevare le sue fiaccole amichevolmente. E Libitina, attenzione, \u00e8 la Dea della morte nella Roma arcaica, la divinit\u00e0 che presiedeva ai funerali. Si rende conto? Dei monaci che evocano una entit\u00e0 pagana&#8230; Una volta ho chiesto al mio amico cardinal Ravasi se quel nome, Libitina, venga da libido, o viceversa. In fin dei conti c&#8217;\u00e8 un nesso tra le due cose, la morte e l&#8217;orgasmo. Non a caso quest&#8217;ultimo \u00e8 definito la &#8220;piccola morte&#8221;\u00bb.<br \/>\nLa formazione religiosa \u00e8 un grande filtro dei ricordi e delle emozioni del Maestro. \u00abVengo da una famiglia cattolica. Mio padre era medico, si prendeva cura senza richiedere compenso dei preti nel Seminario Pontificio di Molfetta e dei monaci che vivevano nei monasteri della zona. Il mio debutto musicale, a dieci anni col violino, avvenne proprio nel Seminario. A 13 anni feci un po&#8217; scandalo nella Basilica della Madonna dei Martiri, perch\u00e9 salii all&#8217;organo e suonai il <em>Brindisi<\/em> della Traviata. Ma erano altri tempi. Ora i preti e i frati portano i calzoni invece della tunica e indossano quelle che in America chiamano le &#8220;naiki&#8221;, forse senza sapere che la parola Nike \u00e8 greca, il nome della Vittoria\u00bb.<br \/>\n<strong>Ci\u00f2 nonostante, Muti non crede nell&#8217;Aldil\u00e0?<\/strong><br \/>\n\u00abNon si pu\u00f2 dire: ci credo o non ci credo. \u00c8 un mistero della fede. Diciamo che non penso che ci ritroveremo tutti insieme ben vestiti in un altro mondo. Ma credo fermamente che il nostro spirito sia parte di un&#8217;energia cosmica e che ad essa torner\u00e0. La &#8220;comunione dei santi&#8221;, secondo me, \u00e8 proprio l&#8217;insieme delle energie spirituali di tutto il mondo. La forza vitale che ci anima, che \u00e8 in ognuno di noi, non pu\u00f2 svanire, non si dissolve nel nulla. Le faccio un esempio: quando sono morti mia madre e mio padre, fino a un secondo prima il loro corpo aveva una certa levit\u00e0, una morbidezza, una flessibilit\u00e0, poi un attimo dopo era rigido e pesante come un blocco di marmo. Perch\u00e9? Perch\u00e9 l&#8217;energia che ci tiene vivi e dona leggerezza al nostro corpo se n&#8217;era andata. Dove? Da qualche altra parte. \u00c8 del resto la stessa energia che esprimiamo nella musica. Quando dirigo, non evoco con il movimento delle braccia una forza fisica, anche se molti direttori si sbracciano, gesticolano, in ossequio a un pubblico che oggi chiede pi\u00f9 di vedere che di ascoltare, pi\u00f9 lo show che la musica. Per me invece la direzione \u00e8 emanazione di un&#8217;energia interiore. In America dicono, con un&#8217;espressione che non mi piace perch\u00e9 paragona l&#8217;uomo a una macchina, che una persona energica \u00e8 una &#8220;dynamo&#8221;. Ecco, potremmo dire che quando uno muore finisce la dinamo\u00bb.<\/p>\n<blockquote>\n<div>You can&#8217;t say &#8220;I believe&#8221; or &#8220;I don&#8217;t believe&#8221; [in Afterlife]. It is a mystery of faith. Let&#8217;s say that I do not think that we will find us all together well dressed in another world. But I do believe that our spirit is part of a cosmic energy and it will go back to this energy.<\/div>\n<div>[&#8230;] It is the same energy that we express through music. When I conduct, I do not evoke a physical force through my arms.\u00a0 [&#8230;] For me, conducting is emanating an inner energy.<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Ma questo spirito immortale pu\u00f2 rivivere in altri esseri viventi, dopo la nostra morte?<\/strong><br \/>\n\u00abOddio, spero davvero di no, sono terrorizzato dall&#8217;idea della metempsicosi. Non vorrei che la mia energia si trasferisse in un topo, o peggio ancora. Credo per\u00f2 che si ricongiunger\u00e0 a tutte le altre\u00bb.<br \/>\n<strong>In occasione dei suoi ottant&#8217;anni, in un&#8217;intervista con Aldo Cazzullo sul Corriere, Riccardo Muti disse: \u00abSono stanco di vivere\u00bb. E molti l&#8217;interpretarono come un desiderio di morte. A me apparve piuttosto un severo giudizio sulla qualit\u00e0 della vita nel nostro tempo.<\/strong><br \/>\n\u00abEra uno sfogo, infatti. Qualcuno avr\u00e0 magari brindato all&#8217;idea che mi togliessi di torno, ma in realt\u00e0 volevo dire che non mi riconosco pi\u00f9 in un mondo che \u00e8 cambiato troppo per i miei gusti, perch\u00e9 sta distruggendo quell&#8217;<em>humanitas<\/em> che i nostri maestri ci hanno insegnato da ragazzi. <strong>Ho letto di recente che in Germania qualcuno propone di modificare perfino i libretti di opera, per renderli politicamente corretti.<\/strong> Lei capisce? Per non arrecare nocumento ai pargoli, vogliono correggere il <em>Flauto Magico<\/em> che fu scritto per i bambini. Nella <em>Turandot<\/em> propongono di cambiare i nomi di Ping, Pong e Pang per non offendere gli ascoltatori di etnia cinese. E a Toronto l&#8217;hanno fatto davvero, sono diventati Jim, Bob e Bill. Mio nonno diceva che non voleva diventare un <em>laudator temporis acti<\/em>, e neanch&#8217;io, per\u00f2 insomma, qui si esagera. Sempre lui, mio nonno, mi raccontava che un onorevole delle sue parti, per ottenere l&#8217;Acquedotto delle Pugile, cominci\u00f2 cos\u00ec il suo discorso in Parlamento: &#8220;Vengo dalla Puglia sitibonda di acqua e di giustizia&#8230;&#8221;. Lei conosce per caso un onorevole dei nostri giorni capace di un tale incipit? Anche la lingua italiana si sia assottigliando, soffocata dal ricorso eccessivo e futile a un inglese posticcio, capito male e pronunciato peggio. In tv ho sentito ripetere decine di volte: &#8220;E ora, la puntata settimanale di R\u00e8port&#8230;&#8221;. Ma lo sanno che si dice Rep\u00f2rt?&#8217;.<br \/>\nChiedo al Maestro quali siano i brani musicali per lui indispensabili in una colonna sonora ideale della morte.<br \/>\n\u00abLe <em>Messe da Requiem<\/em> di Cherubini, la prima in do minore, scritta nel pieno della Restaurazione per celebrare nella basilica di Saint-Denis a Parigi il ritorno delle spoglie dei reali decapitati. E quella in re minore, scritta per s\u00e9 stesso abolendo le voci femminili e i violini al fine di depurarne la gravit\u00e0 da ogni suono leggero, angelico, acuto, e stenderle sopra un manto nero. E poi <em>Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce<\/em>, di Franz Joseph Haydn, una delle pi\u00f9 grandi creazioni musicali di tutti i tempi, in cui risuona quell&#8217;ultima frase solenne, &#8220;Consummatum est&#8221;, tutto \u00e8 compiuto. E naturalmente i <em>Requiem<\/em> di Verdi e di Mozart. E la <em>Missa defunctorum<\/em> del nostro Paisiello, e la <em>Grande messa dei morti<\/em> di Berlioz. <strong>Musiche lugubri, scure, ma tutte hanno in comune una cosa: al momento del &#8220;Benedictus qui venit in nomine Domini&#8221; anche il compositore pi\u00f9 tragico ha un colpo d&#8217;ala.<\/strong> Anche nella messa funebre pi\u00f9 nera, il Benedictus indica una fonte di luce capace di irradiarsi sulla stessa morte. Nel finale del <em>Requiem<\/em> di Verdi, scritto per la morte di Alessandro Manzoni, per tre volte il soprano invoca &#8220;Libera me domine de morte aeterna&#8221;. Prima lo urla, quasi rinfacciasse a Dio la responsabilit\u00e0 della fine: poi lo sussurra, come implorando. E musicalmente non si capisce se quel sussurro esprima anche un dubbio sulla possibilit\u00e0 che davvero esista un altro tempo. Nei compositori italiani \u00e8 pi\u00f9 frequente questa nota tragica, questa rivendicazione: mi hai creato, allora liberami dalla morte. Nei compositori tedeschi, penso per esempio a Brahms, il <em>Requiem<\/em> \u00e8 pi\u00f9 che altro una forma di consolazione per i vivi\u00bb.<br \/>\nApprofittando della nostra comune provenienza, di quando in quando il Maestro mi si rivolge in dialetto partenopeo. Va evidentemente fiero della sua origine. \u00abLa devo a mia madre. Col matrimonio si era trasferita a Molfetta, dove lavorava mio padre. Poco prima del parto per\u00f2 (ha avuto cinque figli), se ne tornava sempre a Napoli. Io stesso sono nato l\u00ec, e poi riportato dopo quindici giorni in Puglia. Noi figli le chiedemmo una spiegazione. &#8220;Non si sa mai&#8221;, ci disse, &#8220;metti che da grandi dovete girare il mondo, se vi chiedono di dove siete e rispondete Molfetta ci vuole mezz&#8217;ora per dire dov&#8217;\u00e8; se invece dite Napoli, vi rispettano&#8221;. Ed \u00e8 cos\u00ec, aveva ragione, ci rispettano, soprattutto nella musica. <strong>Le capitali nel Settecento erano Napoli, Madrid, Parigi, Londra, Vienna e San Pietroburgo.<\/strong> Ma i musicisti napoletani hanno dominato l&#8217;Europa: Salieri a Vienna, Cimarosa e Paisiello a San Pietroburgo, Mercadante a Madrid. Hanno unificato il continente ben prima dell&#8217;euro. La musica ha fatto l&#8217;Europa e l&#8217;ha resa un unicum nel mondo. Del San Carlo, inaugurato circa quarant&#8217;anni prima della Scala, sono stati direttori Rossini e Donizetti, Paganini e Bellini ne hanno calcato le scene. Purtroppo a Napoli stiamo ancora aspettando una classe dirigente illuminata che sappia mettere a frutto un tale tesoro culturale. Ho diretto per cinque stagioni il <em>Festival di Pentecoste<\/em> a Salisburgo, e un anno portammo l&#8217;<em>Oratorio<\/em> di Scarlatti, un genio che ha preceduto di venticinque anni Bach. A quel tempo la tv austriaca mostrava di continuo le scene della crisi dell&#8217;immondizia a Napoli. La sera della rappresentazione, uscendo dalla chiesa, il sovrintendente Canessa che ci aveva accompagnato mi avvicin\u00f2 e mi disse: &#8220;Ora avranno capito che sotto la monnezza noi abbiamo tanta bellezza!&#8221;. Le racconto un episodio che dice tutto dell&#8217;arguzia dei napoletani. Nel 1968 facevo al San Carlo le prove della Sinfonia di Richard Strauss dedicata all&#8217;Italia. \u00c8 composta di quattro movimenti, gli ultimi due ambientati a Napoli. Il terzo \u00e8 intitolato <em>Sulla spiaggia di Sorrento<\/em>, il quarto ha un ritmo di tarantella in cui echeggiano le note di <em>Funicul\u00ec funicul\u00e0<\/em>. Ingenuamente chiesi agli orchestrali se avessero capito i titoli della partitura, che erano in tedesco (<em>Am Strande von Sorrent<\/em>), e una voce mi rispose: &#8220;Maestro, <em>noi nun sapimm&#8217; o&#8217; francese<\/em>&#8220;. Feci finta di non aver inteso il sarcasmo e tradussi comunque. E la voce: &#8220;Maestro, e quando mai c&#8217;\u00e8 stata &#8216;na spiaggia a Surriento?&#8221; Rimasi fulminato: era vero, stavo per cominciare una lunga concertazione basata su una menzogna. La mia faccia dovette tradire cos\u00ec tanto il mio sconcerto che la stessa voce, per confortarmi, aggiunse: &#8220;Vabbu\u00f2, forse na&#8217; vota ci stava la spiaggia!&#8221;. Questo spirito, quest&#8217;intelligenza, che possono essere straordinari nel bene e pericolosi nel male, reclamano guide capaci. E non \u00e8 facile\u00bb.<br \/>\nChiedo a Muti che cosa intendesse dire a Verona, quando ha pronunciato davanti a Mattarella, a Meloni e le alte cariche dello Stato quello che \u00e8 ormai noto come &#8220;l&#8217;apologo dell&#8217;impedimento&#8221;.<br \/>\n\u00ab<strong>L&#8217;hanno interpretato come un discorso politico, ma io avverto da anni che dal podio non si deve far politica, gi\u00e0 la scelta del programma \u00e8 di per s\u00e9 un gesto politico, non serve aggiungere niente.<\/strong> Ma societ\u00e0 e orchestra questo intendevo dire &#8211; sono davvero simili. Linee diverse si intersecano tra loro, e da queste il direttore deve trarre una suprema armonia, cos\u00ec come il governante deve fare per il bene comune. E l&#8217;unico modo \u00e8 cogliere la necessit\u00e0 interpretativa attraverso il coinvolgimento e il convincimento dell&#8217;orchestra, non per imposizione. Se non \u00e8 in grado di farlo e disturba invece questo delicato processo, allora l&#8217;impedimento alla musica \u00e8 il direttore d&#8217;orchestra. Succede, sa? Il primo violino della Philadelphia Orchestra, una delle migliori del mondo, una volta affront\u00f2 un direttore dicendogli: &#8220;Maestro, se non la smette di chiedere cose senza senso, noi poi cominciamo a suonare come lei desidera&#8230;&#8221;. Era una minaccia. <strong>Ma vale in tutti i campi; chi \u00e8 al vertice di una qualsiasi istituzione pu\u00f2 anche nuocerle.<\/strong> Il podio appare spesso come un luogo di potere, il direttore \u00e8 posto in alto, comanda a bacchetta. Ma per me il podio \u00e8 un luogo di solitudine: hai di fronte cento o pi\u00f9 orchestrali che dipendono dalla tua interpretazione, e devi trasmetterla a mille o pi\u00f9 persone alle tue spalle&#8221;\u00bb<br \/>\nLa conversazione \u00e8 alla fine. Muti deve tornare allo studio delle partiture. Mi chiede quando sar\u00e0 pubblicata l&#8217;intervista. Gli racconto i tempi del settimanale. Conclude con scaramantica arguzia partenopea: \u00abVabb\u00e8, se non muoio prima la legger\u00f2. Consideri che sulla targa degli alunni illustri esposta nell&#8217;atrio del Vittorio Emanuele II, il liceo dove ho studiato a Napoli, credo di essere rimasto l&#8217;unico ancora vivo&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Antonio Polito, <em>Sette (Corriere della Sera)<\/em>, July 19, 2024<\/p>\n<hr \/>\n<div class=\"vaiallostore\">\n<a href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/en\/\"> Visit the Store <\/a><\/div><style>#toTop{display:none;}.to-top-container{display:none;visibility:hidden}<br \/><\/style>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16540 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/\/proposta-logo-nuovo-per-social-1024x939.jpg\" sizes=\"(max-width: 262px) 100vw, 262px\" srcset=\"https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/proposta-logo-nuovo-per-social-200x183.jpg 200w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/proposta-logo-nuovo-per-social-300x275.jpg 300w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/proposta-logo-nuovo-per-social-400x367.jpg 400w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/proposta-logo-nuovo-per-social-600x550.jpg 600w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/proposta-logo-nuovo-per-social-768x704.jpg 768w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/proposta-logo-nuovo-per-social-800x734.jpg 800w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/\/proposta-logo-nuovo-per-social-1024x939.jpg 1024w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/proposta-logo-nuovo-per-social-1200x1101.jpg 1200w, https:\/\/www.riccardomuti.com\/wp-content\/uploads\/proposta-logo-nuovo-per-social.jpg 1280w\" alt=\"\" width=\"262\" height=\"240\" \/><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<div class=\"post-content\">\n<div>\n<div>\n<p><span style=\"text-decoration: underline; color: #b5111b;\"><a style=\"color: #b5111b; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/rmm-streaming-platform\/\">Discover videos of operas, concerts and rehearsals<br \/>\nin the Riccardo Muti Digital Theater<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline; color: #b5111b;\"><a style=\"color: #b5111b; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/\">RICCARDOMUTIMUSIC STORE<\/a><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.riccardomutimusic.com\/newsletter\/\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #b5111b;\">Sign in for free<\/span><\/a>\u00a0to the newsletter<br \/>\nand be first to discover all info and news,<br \/>\nexclusive content and live streaming.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fusion-meta-info\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLA REINCARNAZIONE MI TERRORIZZA NON VORREI CHE LA MIA ENERGIA FINISSE IN UN TOPO O PEGGIO&#8230;\u00bb &#8211; Antonio Polito | July 19, 2024 \u00abAvevamo una dimestichezza con la morte fin  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":16274,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[243],"tags":[],"class_list":["post-17018","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-stampa-en"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.9 - 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