Chicago, Riccardo Muti tira il “First Pitch” come ospite d’onore.

Il primo lancio cerimoniale delle partite di baseball è un rituale di lunga data che risale almeno al 1890, in cui un ospite d’onore lancia una palla per segnare la fine dei festeggiamenti pre-partita e l’inizio del gioco. L’ospite in questione può essere una persona famosa (una celebrità, un imprenditore, o un ex giocatore, per esempio) presente allo stadio, o il dirigente di una società che sponsorizza la squadra, o ancora una persona che ha vinto questa opportunità tramite il concorso. Il presidente William Howard Taft iniziò la tradizione americana dei “First Pitch” presidenziali nel 1910 al Griffith Stadium, Washington DC, così dopo di lui ogni presidente fino a Obama ha lanciato almeno un primo tiro cerimoniale, come apertura delle partite dell’All-Star Game o per le World Series.

In origine l’ospite lanciava la palla dagli spalti al lanciatore o al ricevitore della squadra che avrebbe giocato in casa. Rituale che è poi cambiato in seguito al primo lancio del Presidente Reagan, che si trovava in campo per una comparsa pubblica fuori programma a una partita dei Baltimore Orioles. Oggi l’ospite sta in piedi di fronte al “monte del lanciatore” e tira verso la “casa base”. A volte si posiziona sul “monte”, dove normalmente si trova il lanciatore professionista. Chi riceve il lancio dell’ospite d’onore è solitamente un giocatore della squadra di casa.

Riccardo Muti ricorda così l’emozione del suo primo lancio nel 2012:

“[…] Ero molto nervoso perché ovviamente se fai un disastro, anche se poi la gente dice: “Beh, dai, non è il tuo lavoro”, fa comunque male. E come Direttore Musicale della Chicago Symphony, buttare a terra e fare un disastro… Quindi mi sono esercitato qui [al Symphony Center] nel corridoio, due o tre volte, ma con una distanza più breve. Perciò quando ho visto la vera distanza ero un po’ preoccupato. Ma poi ho visto il giocatore, lì con il suo guanto, in mia attesa, e mi sono detto: “Devo trovare la forza”. Così ho pensato che quando do un attacco in battere molto forte, il forte su quel movimento ha molto potere, il che può aiutare. Così… La palla è andata proprio dove doveva!”

Breve estratto dall’intervista del 18 giugno 2012 ad Andrew Patner


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